SHARKS Pizzeria da Italo vs PANZINI TIM 37-50 parziali: (9-11,5-16,11-8,12-15);totali quarto: (9-11,14-27,25-35)
SHARKS: Bruschi 13, Avdic 12, Battistini 6, Urbinati 2, Giorgi 2, Para 2, Podeschi, Casadei, Rodriguez, Guidi, Sabba.
PANZINI: Fabbri M. 19, Clementi 15, Pagliarani 6, Fabbri P. 5, Bronzetti 5, Bartoli, Guidi, Caldari.
Arbitro: Dolci
“Ansia da prestazione”, è questa la diagnosi del dott. Paolo Pa al termine della gara, e credo che effettivamente un bug psicologico stia condizionando le performance degli squali dalle pinne tremolanti. Troppi tiri comodi, lay up ravvicinati, liberi scentrati (tre consecutivi usciti dalle mani dell’ipertricotico scrivente) per una squadra che non può permettersi di fallire i rari tiri comodi che conquista se vuole sperare di ovviare al gap di cm e kg che la separa dagli avversari. Anche ieri sera i pur non lunghissimi Panzini hanno banchettato a piacimento nei pressi del ferro, conquistando caterve di rimbalzi d’attacco e tiri liberi. Oltre al danno la beffa di sentire il bravo “Bubu” Pagliarani accusare Dolci nei minuti finali di averci fischiato pochi falli, tanto da “meritarsi un 4,5”, quando il conteggio da referto svela un 30 a 15 a nostro carico in quanto a lampadine accese. Nel primo quarto la partita si dipana in maniera equilibrata, con Clementi e “Masna” Fabbri che stazionano nel pitturato raccogliendo tutto quello che cade e trasformandolo in falli subiti. E’ solo por la scarsa mira degli esterni che non si apre un solco tra le squadre. Solo questione di minuti. Nel secondo infatti si forma una voragine, 13 punti che per una punteggio di 27 a 14 costituiscono già una distanza difficilmente recuperabile. Nella ripresa un leggero colpo di reni degli squali riduce il disavanzo, anche se non si riesce a scendere sotto la doppia cifra. C’è ancora un quarto per sperare in una rimonta ma gli Sharks non mordono, Ivan e Paolo escono per falli, Mirza e Leo ne contano 4 ed il tempo scorre senza che i Panzini sentano mai il fiato degli ansimanti omini in rosa sul collo. L’unico vero dispiacere e non poter salutare il partente Leo Urbinati con una vittoria, pazienza. Le facce lunghe e le voci basse fortunatamente terminano nel dopo partita, lo possiamo chiamare “effetto carboidrati”, da Italo non soffriamo di nessuna “ansia da prestazione”.
SHARKS: Bruschi 13, Avdic 12, Battistini 6, Urbinati 2, Giorgi 2, Para 2, Podeschi, Casadei, Rodriguez, Guidi, Sabba.
PANZINI: Fabbri M. 19, Clementi 15, Pagliarani 6, Fabbri P. 5, Bronzetti 5, Bartoli, Guidi, Caldari.
Arbitro: Dolci
“Ansia da prestazione”, è questa la diagnosi del dott. Paolo Pa al termine della gara, e credo che effettivamente un bug psicologico stia condizionando le performance degli squali dalle pinne tremolanti. Troppi tiri comodi, lay up ravvicinati, liberi scentrati (tre consecutivi usciti dalle mani dell’ipertricotico scrivente) per una squadra che non può permettersi di fallire i rari tiri comodi che conquista se vuole sperare di ovviare al gap di cm e kg che la separa dagli avversari. Anche ieri sera i pur non lunghissimi Panzini hanno banchettato a piacimento nei pressi del ferro, conquistando caterve di rimbalzi d’attacco e tiri liberi. Oltre al danno la beffa di sentire il bravo “Bubu” Pagliarani accusare Dolci nei minuti finali di averci fischiato pochi falli, tanto da “meritarsi un 4,5”, quando il conteggio da referto svela un 30 a 15 a nostro carico in quanto a lampadine accese. Nel primo quarto la partita si dipana in maniera equilibrata, con Clementi e “Masna” Fabbri che stazionano nel pitturato raccogliendo tutto quello che cade e trasformandolo in falli subiti. E’ solo por la scarsa mira degli esterni che non si apre un solco tra le squadre. Solo questione di minuti. Nel secondo infatti si forma una voragine, 13 punti che per una punteggio di 27 a 14 costituiscono già una distanza difficilmente recuperabile. Nella ripresa un leggero colpo di reni degli squali riduce il disavanzo, anche se non si riesce a scendere sotto la doppia cifra. C’è ancora un quarto per sperare in una rimonta ma gli Sharks non mordono, Ivan e Paolo escono per falli, Mirza e Leo ne contano 4 ed il tempo scorre senza che i Panzini sentano mai il fiato degli ansimanti omini in rosa sul collo. L’unico vero dispiacere e non poter salutare il partente Leo Urbinati con una vittoria, pazienza. Le facce lunghe e le voci basse fortunatamente terminano nel dopo partita, lo possiamo chiamare “effetto carboidrati”, da Italo non soffriamo di nessuna “ansia da prestazione”.